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Il Restauro dei Tarocchi

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Conver XIX sec.
Quando si parla di restauro dei Tarocchi di Marsiglia, spontaneamente potrebbero sorgere alcune domande: "Che cos'è il restauro dei Tarocchi di Marsiglia"?  "Perché è stato necessario?"

In tutto il mondo attualmente i mazzi di Tarocchi che sono stati creati, sia nel corso del secolo scorso,  sia nel passato, sono centinaia di migliaia. Lo stesso dicasi per i mazzi di Tarocchi di Marsiglia. Quindi si sarebbe portati a credere che non ci fosse necessità  alcuna di un ennesimo gioco di Tarocchi, di un ulteriore mazzo.  Tuttavia, se i Tarocchi fossero solamente un gioco di carte, certamente quest'affermazione sarebbe ragionevole.  Altrettanto si potrebbe pensare  se fossero un sistema simbolico con potenzialità d'efficacia esclusivamente in ambito psicologico: in questo caso un mazzo restaurato potrebbe apportare nuove possibilità di indagine investigativa, ma forse ci si arresterebbe lì.

Nella realtà, i Tarocchi sono molto di più: sono un sistema simbolico estremamente preciso che veicola un insegnamento esoterico universale. E questa considerazione ci consente di puntualizzare un aspetto essenziale: nessun gioco di Tarocchi in circolazione, conteneva tale insegnamento nella sua interezza. Dal 1998, l'unico gioco caratterizzato dalla presenza di questo insegnamento, è il nuovo gioco di Tarocchi restaurati Camoin-Jodorowsky. Perché? Che cosa è stato restaurato?

Il restauro ha avuto la funzione di ricreare la struttura così come doveva essere nel gioco originario. Questo è un punto fondamentale da comprendere: i due restauratori, Philippe Camoin e Alejandro Jodorowsky, sono partiti dal presupposto che esistesse un antico gioco di Tarocchi primitivo, originario appunto, che nel corso dei secoli avrebbe subito la dispersione del suo contenuto simbolico e l'alterazione dei colori. Possiamo anche dire che tale presupposto rappresenti una linea di pensiero diversa dalle ipotesi formulate dalla maggior parte degli studiosi e dai ricercatori del settore. La teoria più accreditata, difatti, sosterrebbe che la nascita dei Tarocchi sia avvenuta nel periodo del Rinascimento italiano e che nel corso delle epoche successive tali immagini originarie siano state modificate e integrate, cioè nel complesso migliorate.

Con questo restauro appare dunque immediatamente evidente  che ci si muova in uno scenario completamente differente. I Tarocchi in origine erano perfetti, e poi nel corso del tempo si sono "dispersi". Ma perché  hanno subito codesta dispersione, potremmo dire deviazione, dal modello primigenio? In questo contesto non è nostra intenzione descrivere tutti gli aspetti storici che avrebbero condotto a questa situazione. In altra sede saranno portate risposte più articolate. Qui tentiamo comunque una breve sintesi riferita ad una tra le cause più rilevanti, cioè i differenti sistemi utilizzati per la loro fabbricazione.

Tarocchi: Macchina_a_4_colori
Macchina a 4 colori
In origine i disegni dei Tarocchi erano creati a mano. Poi ci fu la tecnica dello stencil. Infine l'avvento dell'era industriale in cui i giochi furono fabbricati  in grande quantità per le esigenze di una produzione di massa. Ogni nuovo metodo portava con sé i propri limiti, rispetto alla ricchezza dei tratti ed al numero dei colori utilizzati. È per questo che i colori del nuovo gioco Camoin-Jodorowsky sono radicalmente differenti da certi Tarocchi di Marsiglia, che riportano semplicemente il rosso, il giallo e il blu, senza né l'azzurro né altri colori. Questi colori primari, non iniziatici, furono ripresi sul gioco Camoin del 1880 all'epoca dell'era industriale, con l'apparizione delle macchine stampatrici a quattro colori. Negli anni tra il 1860 e il 1880, l'avo di Philippe Camoin, l'unico e ultimo maestro di carte a Marsiglia, fu costretto ad inventare nuovi colori per adattarli a queste macchine. Per di più questi colori primari inventati, non iniziatici, furono ripresi 50 anni più tardi da altri stampatori. In particolare, è dal 1930 in poi che il pubblico ha pensato a torto che questi colori avessero un significato esoterico. Infatti il  1930 è stato l'anno di pubblicazione del gioco di Tarocchi di Paul Marteau. Questo gioco conteneva molteplici errori: per quanto riguarda i disegni, questi Tarocchi sono la riproduzione esatta dei Tarocchi di Besançon pubblicati alla fine del XIX secolo, che riproducono, a loro volta, altri Tarocchi di Besançon pubblicati da Lequart e firmati "Arnoult 1748", come è stato possibile attestare dalla sovrapposizione dei tre giochi al computer; per quanto riguarda i colori, se quelli utilizzati nelle pubblicazioni successive dei Tarocchi di Nicolas Conver rispettano abbastanza bene i colori della Tradizione, un'edizione del 1880 dei Tarocchi di Nicolas Conver del 1760 utilizzò colori che non avevano nulla a che vedere con suddetta Tradizione. E sono proprio i colori di questa edizione ad essere ripresi da Paul Marteau: non sono quelli scelti dagli Iniziati che hanno trasmesso i Tarocchi di Marsiglia in origine, e costituiscono quindi un'intrusione nella trasmissione del Sapere Iniziatico. A questo riguardo, Jodorowsky stesso arrendendosi all'evidenza, ha dovuto compiere l'immenso sforzo di abbandonare più di quarant'anni di lavoro di memorizzazione di tali Tarocchi, ed accettare, malgrado il dolore, la Verità Tradizionale.

A seconda degli incisori, degli stampatori o dei tipografi, poi, i tratti furono riprodotti più o meno fedelmente. Coloro che non erano affatto iniziati al simbolismo, hanno semplificato il canone originario all'estremo. Coloro che li hanno copiati hanno ulteriormente aggiunto errori ad errori. Infatti quando si studiano tutti i Tarocchi che ci sono pervenuti, ci si rende conto che alcuni tra loro sono soltanto copie di Tarocchi più antichi. Così si possono trovare errori evidenti copiati da Tarocchi su altri più recenti, che dimostrano che quest'ultimi sono solo un pallido clone dei precedenti. Viceversa alcuni Tarocchi hanno tracciati assolutamente identici e sovrapponibili, eppure ciascuno di loro possiede simboli esoterici autentici al loro giusto posto che non appaiono negli altri. In questo caso, non si tratta di clonazione tra loro: si può dedurre appunto che questi Tarocchi simili siano stati copiati a partire da Tarocchi molto più antichi. Per una migliore comprensione, ecco un esempio:

Tarocchi: Temperanza_serpenti
I 2 serpenti di Temperanza
L'immagine qui accanto rappresenta l'orlo della carta XIIII, Temperanza, e consente di comprendere uno dei metodi di lavoro dei due ricercatori. Nella porzione sinistra dell'immagine, dall'alto in basso, abbiamo:

Gioco di Tarocchi di Marsiglia del 1713, inciso da Jean Pierre Payen. I due serpenti sono qui quasi completamente visibili ma a quest'epoca il vero simbolismo è comunque già dimenticato.

Gioco di Tarocchi di Marsiglia del 1701 creato a Lione da Jean Dodal: si nota che le tracce dei due serpenti sono  tuttavia rimaste su un gioco fatto a Lione, ricopiando dunque un gioco di Tarocchi di Marsiglia molto più antico  in cui i due serpenti non erano già più interamente visibili.

Su questo gioco fatto in Renania, non rimane più granché dei due serpenti.

Tarocchi di Besançon del XIX secolo: i due serpenti sono diventati le pieghe del vestito.

I Tarocchi di Marsiglia di François Tourcaty, maestro cartaio a Marsiglia, datano dell'inizio del XVIII secolo. I due serpenti sono completamente cancellati nello stesso tempo in cui il gioco di Jean Pierre Payen era in circolazione. Formando i maestri cartai una piccola confraternita, se Payen avesse conosciuto il significato del simbolo, lo avrebbe trasmesso a Tourcaty.

Sul gioco di Nicolas Conver del 1760, non rimangono che le ondulazioni, quando al contrario Conver era il più attaccato nel rispettare i simboli. Non avrebbe potuto omettere un tale simbolo se il suo senso non fosse stato completamente dimenticato dalla tradizione.

Infine nella parte destra, la lama restaurata da Alejandro Jodorowsky e Philippe Camoin ha ritrovato il disegno completo dei due serpenti.

Vorremmo concludere con una precisazione che non ci sembra di poco conto: in base a quanto fin qui detto, parrebbe più opportuno parlare di ricostituzione dei Tarocchi piuttosto che di  restauro. Il restauro difatti è quel processo che "rimette in buono stato" le cose, cioè in questo caso l'opera che i Tarocchi rappresentano.  Ma qui è possibile definire tale lavoro come una ricostituzione di un elemento originario, in quanto il nuovo gioco Camoin-Jodorowsky contiene sia i simboli ed i colori che si ritrovano su altri giochi (restauro), sia elementi che, benché scomparsi,  attraverso il confronto di decine e decine di giochi, è stato possibile riportare in quella che doveva essere la loro originaria collocazione (ripristino).  È per questo che si tratta di un'opera composita e originale (come tale protetta da copyright): nessun mazzo in circolazione possedeva tali caratteristiche. Oltre alle loro indispensabili qualità e conoscenze individuali, i due restauratori sono giunti a completare questo enorme lavoro anche grazie a potenti tecnologie: è stato l'uso del computer ad aver permesso questa comparazione tra i differenti giochi, e le nuove tecniche di stampa informatizzate hanno garantito ai tratti ed ai colori dei Tarocchi di Marsiglia una precisione mai raggiunta prima. Infine, ed è un altro aspetto fondamentale, i due Maestri hanno avuto accesso a documenti rimasti fin'ora preclusi ad altri ricercatori.

Per quanto questo articolo abbia solo il valore di una sintetica introduzione a questo imponente lavoro di restauro-ricostituzione, ci permettiamo di affermare che si tratta di una sorta di Opera alchemica che ha e sempre più avrà importantissime implicazioni per l'antica e sacra scienza della Tarologia.

 
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I Tarocchi di Marsiglia restaurati da Alejandro Jodorowsky e Philippe Camoin

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