Opera panica
Opera panica (cabaret tragico): 2001.
Discende direttamente dai dialoghi dei pagliacci che ebbi l'opportunità di vedere nei poveri circhi del mio paese natale, il Cile. Quei piccoli tendoni, generosamente rattoppati, non possedevano né grandi acrobati né animali spettacolari.
Erano costituiti da una piccola famiglia che faceva di tutto: equilibrismo su vecchie biciclette, numeri di bimbi contorsionisti o di cani famelici "ammaestrati" e soprattutto, per riempire metà della rappresentazione, un paio di pagliacci che creavano assurdi e lunghi interventi che andavano da degli innocenti indovinelli con edi giochi di parola-passando per situazioni assurde-fino ad alti livelli poetici e filosofici. [...]
I personaggi dell'Opera panica, come quegli umili pagliacci, disdegnano la viscosità psicologica, ed entrano in collisione gli uni con gli altri allo stesso modo in cui lo fanno l'impresario e il pagliaccio, impenitenti artistici, senza mai mutare comportamento. È possibile che le nostre società di consumo stiano producendo masse di questi embrioni.
(Estrato da Tutto il teatro di A. Jodorowsky)


