Il gioco che tutti giochiamo (tragedia transazionale): 1970
Cercando di andare più lontano ancora nelle mie ricerche sperimentali, quello stesso anno realizzai un adattamento di Games People Play, il libro fondatore dell’analisi transazionale scritto dallo psichiatra Eric Berne, unitamente ad Ascolta, piccolo uomo di Wilhelm Reich.
Fu il mio primo tentativo di teatro terapeutico, con dei giovani attori non conosciuti che avevano dei vestiti che non lasciavano scoperto nemmeno un centimetro quadrato dei propri corpi.
Forse per le sue predizioni delle catastrofi ecologiche o per i giochi di ruolo tra bambino, adulto e anziano, ed al contempo per i suoi interrogativi sulla formazione della famiglia (ruoli ripetitivi di “figli” o “genitori”) e sulla cura come ancoramento al presente e all’autenticità (essere se stessi e non quello che gli altri vogliono che siamo), il successo della pièce è stato tale che, dalla data del suo esordio (1970), Il gioco che tutti giochiamo non ha smesso di essere rappresentato in Messico da gruppi di studenti per 37 anni consecutivi.
(Estratto da Tutto il teatro di A. Jodorowsky)






