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Effimeri panici

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In Messico ho avuto un'intensa vita teatrale. Nell'arco di dieci anni ho diretto circa cento spettacoli. Tra gli autori che ho fatto conoscere figurano Eugène Ionesco, Samuel Beckett, Jean Tardieu, Fernando Arrabal, August Strindberg, Michel de Ghelderode, Leonora Carrington e tanti altri, incluso le mie proprie opere. Dopo aspre lotte con le autorità governative, con i promotori commerciali e gli attori competitivi inseguiti dai loro ego dilatati, iniziai a chiedermi quale fosse il mio vero obiettivo. Nel 1965 pubblicai il seguente manifesto:

tarocchi: effimero_pianoforteFinora il teatro non ha trovato i suoi veri mezzi di espressione: si è manifestato attraverso un linguaggio letterario, pittorico, scultoreo, musicale o architettonico; ha copiato, in modo rudimentale, la filosofia, la politica e la teologia. Questa confusione proviene dal fatto che il teatro è considerato un'"arte" e viene pertanto attribuita ad esso la "durata" delle altre arti. Quelli che fanno teatro si sono sempre irritati per il carattere effimero del proprio lavoro e per l'impossibilità di una rappresentazione scenica perfetta. L'attore cambia, invecchia, muore. I costumi si sciupano e le scenografie si rovinano. Le gole diventano roche, si fonde un riflettore, un oggetto sparisce quando più se ne ha bisogno, si dimenticano alcune battute, cade una parrucca. Riunendo gli elementi di una messinscena si ottiene sempre un risultato diverso per ogni rappresentazione. Gli sforzi per creare un cerimoniale che possa essere ripetuto con precisione meccanica sono stati accompagnati da un sottotesto di "errori": gli incidenti che sempre appaiono come ombre, e contro i quali la gente di teatro combatte perché li considera "imperfezioni", un malinteso che fa loro ignorare l'essenza reale del linguaggio teatrale: la provocazione degli incidenti. Il teatro dovrebbe basarsi su quelli che fino ad ora sono stati chiamati a "errori": contrattempi effimeri. Accettando il suo carattere effimero, il teatro scoprirà che è proprio questo carattere ciò che lo distingue da qualsiasi altra arte. Tramite questa accettazione, arriverà alla sua essenza. Le altre arti lasciano pagine scritte, registrazioni, quadri, sculture: oggetti-braccia che si deteriorano col passare del tempo secondo un processo molto lento. Il teatro, al contrario, non deve durare più di un giorno nella vita di un uomo. Con la sua nascita avviene anche la sua morte. L'unica traccia che deve lasciare è quella che imprime negli esseri umani, e si manifesterà in essi tramite un cambiamento psicologico. Se l'obiettivo delle altre arti è creare delle opere, l'obiettivo del teatro è cambiare direttamente gli uomini. Se il teatro non è una scienza della vita, non è un'arte.

Per realizzare gli effimeri, e avendo rinnegato l'edificio teatrale, procedevo in questo modo: mi facevo prestare un posto qualsiasi,una scuola di pittura, un ospedale,un cimitero,un piscina. Poi convincevo un gruppo di conoscenti, preferibilmente non degli attori, a partecipare ad una manifestazione pubblica. Molte persone portano nell'anima un atto che le condizioni normali non permettono loro di realizzare, ma appena gli si offre la possibilità di esprimere in circostanze favorevoli quello che è assopito dentro di loro, è molto difficile che rifiutino. Per me è un effimero doveva essere gratuito, come una festa: quando la indiciamo non riscuotiamo i costi delle cose da bere o del cibo a chi interviene. Tutto il denaro che riuscivo a risparmiare lo investivo in quelle rappresentazioni. Questo innalzamento della festa alla categoria più alta dell'espressione artistica mi fece considerare certe feste medievali come precursori dell'effimero panico, in modo particolare il banchetto organizzato per Filippo il Buono a Lille nel 1453... Io, imitando la generosità di Filippo il Buono, chiedevo a ciascun partecipante all'effimero cosa voleva esporre, e poi gli proponevo i mezzi per farlo. Gli effimeri che ho fatto prima della fondazione del gruppo Panico a Parigi furono come minimo 27...(Estratto da Tutto il teatro di A. Jodorowsky)

 
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